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venerdì 10 giugno 2016

Quattro di quattro

Succedeva un anno fa in questo periodo. Il flusso dei miei pensieri caotici...lo consegno a te.
“Pensavo a quanto le nostre vite erano state diverse in questi anni, e anche simili in fondo, quattro di quattro possibili percorsi iniziati dallo stesso bivio.” (cit. da "Due di Due" di A. De Carlo modificata).

mercoledì 18 maggio 2016

Passeggiando in bicicletta...

Le biciclettate nella natura, come i viaggi in macchina, stimolano conversazioni profonde.
E' la dimensione del viaggio che libera il pensiero dalle briglie domestiche, permettendogli di "spaziare" verso gli orizzonti tracciati dalle nuove connessioni sinaptiche.
Qualche sabato fa abbiamo pedalato tra le acacie fiorite lungo la Dora, sullo sfondo, un elemento insolito, ma a suo modo integrato nel paesaggio: stagliata netta, la linea della tangenziale, percorsa dalla fila di automobili che si rincorrono all'infinito, ma rese inaspettatamente mute dalla distanza e dal cinguettio che sovrasta il rombo dei motori.

sabato 30 aprile 2016

Il lavoro nasce sotto i cavoli

I bambini non sono creature programmabili e la loro imprevedibilità, spesso, ci fa traballare.

Inseguendo nel bosco il sentiero delle primule e violette, col respiro affannato per la dolce salita, ma rigenerato dalla brezza marina che sull'Appennino si mescola con quella collinare, guidati da gorgheggi e cinguettii, quando meno te lo aspetti, il seienne ti infila lì una domanda esistenziale.

giovedì 24 marzo 2016

Six degrees

Six degrees. Sei gradi, forse meno. Non ci ho dormito per una notte.
Si dice che ciascuno di noi sia collegato a qualsiasi altra persona da una catena di relazioni di non più di cinque intermediari.
Sei gradi separano me, da chi si è appropriato (indebitamente) del mio ombrello.
Ma perché siamo così attaccati alle cose?
Forse perché spesso siamo noi ad appartenergli, e non il contrario.

Un pezzo di me se ne è andato con l'ombrellino, ricordo del matrimonio.
Che sensibile incastro di congiunture favorevoli è un matrimonio, a partire dal giorno della celebrazione.
L'estate che l'ha preceduto è stata secca, afosa, innaturalmente arida, tranne quella data.
Man mano che ci si avvicinava, le previsioni non lasciavano scampo, man mano che arrivava il momento, anzi, le previsioni peggioravano.
Sposa bagnata, sposa fortunata! - mi son detta e così mi hanno ripetuto per tutto il giorno anche i bagnati, seppur gaudenti, invitati.
Il mio ombrellino ha una storia. Che si intreccia con la mia, in uno dei giorni più emozionanti.

Mi si stringe il cuore a saperlo chissà dove, chissà con chi. Gettato nell'angolo di un androne, tra odori e suoni sconosciuti. A ricominciare la sua storia.
Sarà degna di lui? Chissà se possono immaginare cosa rappresentasse per me?

Non era di valore, un acquisto al mercato, ma la proprietaria del banco, nel consigliarmi aveva partecipato ai miei preparativi. Noi donne, siamo così: un'innato spirito competitivo ci spinge a farci la guerra per lo sguardo di un uomo, ma nei vissuti su cui fantastichiamo sin da bambine, prevale la sorellanza e partecipiamo con i sentimenti, anche da estranee.

Dopo lunga ponderazione, dopo calorosi auguri di venditrice e passanti "dai, magari non piove", sono tornata a casa con quello che mi sembrava l'unico ombrello in grado di essermi di riparo in caso le tempeste più turbolente si fossero abbattute su di me, a partire da quel giorno speciale.
A casa l'ho riposto con cura in un angolo lontano dai possibili attacchi dei curiosi più piccini, insieme al suo compagno, l'ombrello del futuro consorte, in attesa delle nozze.

Non nego di aver sperato fino all'ultimo in un cielo sereno, ma quando, uscendo dal portone, dopo mesi di sole, si è scaricato il finimondo, alla fine mi son sorpresa a pensare: "...almeno userò il mio ombrellino".
Il pensiero mi ha consolato.
E la festa è stata perfetta, non avrei potuto chiedere di più.

Six degrees, caro sconosciuto-ruba ombrelli.
Siamo più vicini di quanto tu possa immaginare.
Sarai proprio tu a riconsegnare l'ombrellino nelle mie mani, e finalmente io mi riconsegnerò alla sua protezione, quella della sua ampia tesa fiorata e quella del bel ricordo vissuto.
Non posso sapere quando accadrà di imbatterci l'uno nell'altra e ci sorprenderà il dove, ma sarà sicuramente un giorno felice, di pioggia.


giovedì 17 marzo 2016

Nei luoghi dell'attesa

Siamo una specie complessa noi esseri umani e per una sorta di trasposizione dal particolare al generale, ci è piaciuto complicare anche la realtà in cui viviamo.
Per esempio abbiamo creato luoghi per ogni situazione/evenienza.
La casa, estensione del nostro essere, cuccia di pace, più spesso campo di aspre battaglie, purtroppo non si può condurre a spasso come il guscio della lumaca e così ci siamo ingegnati.

giovedì 25 febbraio 2016

Il tesoro è sulla X

Da quando per casa circolano terribili pirati che nascondono i loro tesori negli anfratti più reconditi descrivendone la segreta ubicazione in geroglifiche mappe, la X è diventata simbolo indiscusso di inestimabili fortune.
Infatti anche per me, l'arrivo sulla X, a cui mi ha condotto questo fruttuoso week end, mi ha fatto riscoprire antichi tesori, sepolti sotto i miei occhi, da tempo incapaci di scorgerli.
La X di cui parlo è quella con cui è stata etichettata la mia generation ed in particolare l'adolescenza di quelli della mia generation, ovvero i quasi-quarantenni-barra-cinquantenni di oggi.

martedì 3 novembre 2015

Di Cresime, adolescenza e spalline anni 80

Alcune domeniche addietro siamo stati alla Cresima di una cara nipote.
Sul sacramento in sé non ho molto da dire, a parte la difficoltà di spiegare ai bimbi un rito religioso senza utilizzare contenuti religiosi. 
Intendo dire che da qualche tempo ho scoperto di avere una posizione vicina al noncognitivismo-teologico-agnostico-sbiriguda-quintana.
Insomma etichette a parte, è un po' che la penso come la penso: non saprei dare una definizione di dio e per questo ritengo di non dovermene occupare troppo. Spero dio possa perdonarmi.

venerdì 16 ottobre 2015

Petizione per abolire l'uso di whatsapp nei gruppi di mamme che hanno i figli nella stessa classe

E' successo, anche stavolta. A settembre iniziano le scuole, ad Ottobre c'è la prima riunione di classe con annessa e connessa elezione del rappresentante (che meriterebbe un capitolo a parte) e in questa sede le mamme si autorganizzano, nota bene: le mamme, perchè i papà generalmente se ne chiamano fuori.

mercoledì 9 settembre 2015

Signor Abito

Giugno 2015
Signor Abito incombe su di me.
Mi guarda, mi osserva severo dal manichino che ne riempie le forme.
Io distolgo lo sguardo. Lo amo e lo detesto.
Son in ritardo, lo sappiamo entrambi.

mercoledì 5 agosto 2015

Sogno di una notte di mezza estate (sul lungomare)

Ci sono momenti in cui la felicità sembra afferrabile, addirittura tangibile. Nell'aria ne senti l'odore, vedi il suo colore, ne assapori il gusto e ti sembra di udirne il suo suono: i tuoi organi di senso la percepiscono nella realtà che ti circonda.

Ci sono sere di mezza estate in cui si passeggia sul lungomare e sono eterne, perchè eternamente uguali sono i lungomare nel tempo e nello spazio...i lungomare del mondo e della storia, in fondo, si somigliano tutti.

venerdì 24 luglio 2015

Ci sono piccoli gialli, piccoli blu e...piccole (!) censure

"Piccolo giallo e piccolo blu" è un testo per l'infanzia scritto e illustrato da Leo Lionni, pittore del Manifesto futurista e autore, scomparso negli anni novanta, di brillanti libri per piccini.

martedì 23 giugno 2015

L'insopportabile leggerezza dell'essere...sola

All'inizio ti senti leggera.
Lui e loro se ne sono andati al mare. Senza di te.
Tu sei rimasta a casa a cucire l'abito degli abiti, il Signor Abito.
E così per i primi venti minuti spatasci tutto in giro per la casa: il metro, il manichino, la stoffa, i cartamodelli, i giornali, gli spilli.
Non hai paura che arrivino manine appiccicaticce a ghermire i lembi dei tuoi preziosi tessuti.
Poi salti il pranzo. Che se non devi prepararlo per nessuno, che mangi a fare tu?
Accendi lo stereo, ti fai la ceretta, una doccia, ti spalmi pure l'olio idratante.
Scegli una gonnellina frou-frou e ti pregusti l'uscita da single.
Ti guardi intorno, è un casino. La stoffa è aperta sul letto, il Signor Abito sul divano, avanzi di pizzo sul tavolo in cucina. Ritiri la roba stesa fuori ormai asciutta, e così ora sul divano ci sono anche gli asciugamani che sanno di mare e sole cittadini.
Vabbè metto a posto dopo, oggi son leggera.

lunedì 19 gennaio 2015

Donne "forty" sull’orlo di una crisi di nervi

40 luoghi comuni (+ 3 riflessioni personali) per i 40 anni di una donna.
Uno per ogni anno. I corsivi sono miei, tutto il resto trovato in Rete. Non ci credete? Googlare per credere: “donna quarant’anni”!

venerdì 9 gennaio 2015

Chi è Charlie?

"Mamma..."
Sì?
"Hai finito di lavolale? No perché vollei due coccole"
Ma certo pulce, non sto lavorando...stavo leggendo le notizie dal mondo.
"Ah."
...
"Buone notizie?"

martedì 30 dicembre 2014

Al nuovo anno...

Al 2014 non ho veramente nulla da recriminare.
Magari dall'esterno posso a volte apparire una borbottona con tendenza al mugugno genovese e la passione per la sceneggiata napoletana (nel lamento esprimo tutta la mia multiculturalità!), ma se devo ripensare a qualcosa andato storto e che vorrei raddrizzare con il nuovo anno, beh non mi viene in mente nulla: mi ritengo in fondo soddisfatta di quest'ultimo giro intorno al Sole.

martedì 23 dicembre 2014

Un altro Natale alle porte

Tra qualche giorno sarà Natale. Di nuovo.

Per l’esattezza è il trentanovesimo Natale che trascorro su questa Terra.
Non che ne abbia trascorsi altri su altre terre, almeno non che mi ricordi. Ad ogni modo non è altro che uno sparuto mucchietto di Natali, il mio, rispetto all'infinità che si sono festeggiati nel mondo dalla notte dei tempi.


mercoledì 10 dicembre 2014

Titifì, l'Albero dei Sogni

Titifì è un albero.
Anzi è un Picea Abies per l'esattezza, altrimenti detto Abete rosso.
Lo avrete sicuramente già visto in giro, in questo periodo dell'anno è un albero che riscuote molto successo.
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