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mercoledì 18 maggio 2016

Passeggiando in bicicletta...

Le biciclettate nella natura, come i viaggi in macchina, stimolano conversazioni profonde.
E' la dimensione del viaggio che libera il pensiero dalle briglie domestiche, permettendogli di "spaziare" verso gli orizzonti tracciati dalle nuove connessioni sinaptiche.
Qualche sabato fa abbiamo pedalato tra le acacie fiorite lungo la Dora, sullo sfondo, un elemento insolito, ma a suo modo integrato nel paesaggio: stagliata netta, la linea della tangenziale, percorsa dalla fila di automobili che si rincorrono all'infinito, ma rese inaspettatamente mute dalla distanza e dal cinguettio che sovrasta il rombo dei motori.

sabato 30 aprile 2016

Il lavoro nasce sotto i cavoli

I bambini non sono creature programmabili e la loro imprevedibilità, spesso, ci fa traballare.

Inseguendo nel bosco il sentiero delle primule e violette, col respiro affannato per la dolce salita, ma rigenerato dalla brezza marina che sull'Appennino si mescola con quella collinare, guidati da gorgheggi e cinguettii, quando meno te lo aspetti, il seienne ti infila lì una domanda esistenziale.

sabato 6 febbraio 2016

C'era una mamma e c'era un pancione

A Chupito per il suo quarto compleanno:

C'era una mamma e c'era un pancione,
lui lievitava e lei svolazzava.
Per nove mesi, stretti abbracciati,
prima tocchi di piuma, poi calci ben dati.

giovedì 24 dicembre 2015

Gli auguri farlocchi

Sono molto "desperate housewife", ma son gli auguri che mi venivano questo Natale!
:)

E vai di lavatrici!



lunedì 21 dicembre 2015

Six years ago in a galaxy far far away...

6 anni fa, in una stanza d'ospedale, sembra un'altra galassia, un universo parallelo; un silenzio innaturale ghigliottina fuori il mondo e le sue assurde priorità. Dalla finestra vicino al letto sebbene non possa alzarmi, si vede la prima neve della stagione ricoprire con perseveranza i contorni della città, sembra ribadire che per un po' nulla esisterà più come prima, scomparirà dagli occhi e dalla mente per catapultarmi nella quarta dimensione, quella dell'intimità dei vissuti e delle relazioni. La neve si scioglierà poco alla volta nel corso della vita quotidiana, riportando alla luce il resto, ma questo avverrà piano, piano fuori da lì.

il Risveglio della Forza ha inizio in quel preciso momento in cui "il prima" viene sepolto.

Diventare madre è un passaggio graduale, un risveglio, a volte brusco altre più dolce, che lentamente conduce alla scoperta di parti di sé sconosciute e al ritrovo di quelle abbandonate.
La nascita del mio primo bimbo mi ha posto di fronte ai diversi miei limiti, soprattutto quelli legati all'accettazione di lasciar andare le cose come vanno.
Con la prima maternità le mie aspettative e la volontà di aver tutto sotto controllo si sono subito scontrate con la realtà.
Desideravo fortemente partorire in casa e tenermi il più possibile a distanza dall'ingerenza di interventi medici non graditi. Poco prima della realizzazione, i miei sogni sono però capitolati di fronte all'evidenza dell'impossibilità: non ero da sola a condurre i giochi, dall'interno del mio pancione si stabilizzava, per volontà o per  una congiuntura sfavorevole, una situazione che metteva in discussione tutti i progetti accuratamente programmati.
Non è stato facile accettare.
Se l'idea di partorire fisiologicamente non mi preoccupava troppo, la prospettiva di un cesareo invece mi terrorizzava.
Ho dovuto superare. Ho dovuto prendere le mie certezze faticosamente acquisite e difese, e metterle da parte.
Non era possibile fare diversamente, ma bisognava comunque cogliere il meglio.
Il meglio era averlo tra le braccia, sano, bello e mistico.
Ma con un enorme delusione da consolare.
La delusione di non aver potuto fare a modo mio: non ho "sentito" quando lo hanno fatto uscire, non ho potuto stringerlo per prima, ma solo vederlo di sfuggita, ho avuto tante difficoltà con l'allattamento, il dolore post operazione mi è sembrato insopportabile ed eterno e ho dovuto sostenere il peso di tanta gente intorno infastidita dalla mia frustrazione e che non aveva difficoltà a farmelo intendere!
Ma quello che abbiamo nella testa e nel cuore lo conosciamo solo noi.
Perché i sentimenti personali sono il frutto di una storia, la nostra. 
Nessuno può riuscire a giudicare dall'esterno, può condividere o non condividere, ma non può definire la pertinenza o meno di un sentimento.
Di quel Natale ricordo che nonostante avessi il mio bimbo fra le braccia, mi sentivo smarrita, perché coglievo una imprevista fragilità in questo nuovo ruolo che da pochi giorni mi apparteneva in modo tangibile e che da subito mi imponeva lo sforzo di abbandonare le mie verità, per farle rinascere all'interno di una relazione sotto la nuova veste di compromesso.
Solo col tempo ho capito essere un dono della maternità.
Pagato il prezzo di starci male (il grande tabù odierno: una mamma DEVE essere felice SEMPRE) si scorgono inaspettati punti di vista, si valutano prospettive insolite attraverso cui guardare ai fatti e si accettano gli epiloghi differenti, che dalla nascita via via crescendo, i figli ci chiedono di inventare, costruendo percorsi di vita veri e non preconfezionati.
La maternità, giorno dopo giorno, è per me il risveglio di questa forza.
La forza di perdersi  nell'inatteso ogni volta con un briciolo di maggior fiducia in me.

La Galassia Vortice vista sia in ottico (rosso, verde e blu) che in raggi X (viola).
Crediti: NASA/CXC/Wesleyan Univ./R.Kilgard, et al; NASA/STScI

lunedì 9 novembre 2015

Pidocchi: dimmi come li affronti e ti dirò chi sei

Se sei una mamma non puoi ignorarne la presenza o quantomeno saperne dell'esistenza.
Il meraviglioso mondo dei pidocchi sarà un'amena scoperta tra le altre numerose che si fanno durante questa wonderful experience che è la maternità.

giovedì 5 novembre 2015

Boyhood

Boyhood, ovvero fanciullezza, adolescenza, cioè quel periodo delicato e fondante per l'individuo che dall'infanzia conduce alla maturità, al diventare adulti, uomini e donne nel mondo.
Ed è proprio questo il titolo scelto per il film indipendente scritto e diretto dal Richard Linklater che è lo sguardo del regista sulla crescita e l'evoluzione di un bambino, della sua famiglia e del mondo che ruota intorno ad essi.

venerdì 16 ottobre 2015

Petizione per abolire l'uso di whatsapp nei gruppi di mamme che hanno i figli nella stessa classe

E' successo, anche stavolta. A settembre iniziano le scuole, ad Ottobre c'è la prima riunione di classe con annessa e connessa elezione del rappresentante (che meriterebbe un capitolo a parte) e in questa sede le mamme si autorganizzano, nota bene: le mamme, perchè i papà generalmente se ne chiamano fuori.

giovedì 27 agosto 2015

mercoledì 5 agosto 2015

Sogno di una notte di mezza estate (sul lungomare)

Ci sono momenti in cui la felicità sembra afferrabile, addirittura tangibile. Nell'aria ne senti l'odore, vedi il suo colore, ne assapori il gusto e ti sembra di udirne il suo suono: i tuoi organi di senso la percepiscono nella realtà che ti circonda.

Ci sono sere di mezza estate in cui si passeggia sul lungomare e sono eterne, perchè eternamente uguali sono i lungomare nel tempo e nello spazio...i lungomare del mondo e della storia, in fondo, si somigliano tutti.

giovedì 16 luglio 2015

La creatività vien dormendo

Ognuno di noi ha la sua zona comfort.
Non mi riferisco alla situazione comoda (e di comodo) dalla quale è difficile separarsi per avviare un cambiamento, concetto di solito utilizzato dai guru del change management.
Mi riferisco proprio ad uno stato, una condizione, favorevoli al relax e allo sciogliere le briglie ai pensieri e quindi alla creatività.

martedì 23 giugno 2015

L'insopportabile leggerezza dell'essere...sola

All'inizio ti senti leggera.
Lui e loro se ne sono andati al mare. Senza di te.
Tu sei rimasta a casa a cucire l'abito degli abiti, il Signor Abito.
E così per i primi venti minuti spatasci tutto in giro per la casa: il metro, il manichino, la stoffa, i cartamodelli, i giornali, gli spilli.
Non hai paura che arrivino manine appiccicaticce a ghermire i lembi dei tuoi preziosi tessuti.
Poi salti il pranzo. Che se non devi prepararlo per nessuno, che mangi a fare tu?
Accendi lo stereo, ti fai la ceretta, una doccia, ti spalmi pure l'olio idratante.
Scegli una gonnellina frou-frou e ti pregusti l'uscita da single.
Ti guardi intorno, è un casino. La stoffa è aperta sul letto, il Signor Abito sul divano, avanzi di pizzo sul tavolo in cucina. Ritiri la roba stesa fuori ormai asciutta, e così ora sul divano ci sono anche gli asciugamani che sanno di mare e sole cittadini.
Vabbè metto a posto dopo, oggi son leggera.

mercoledì 3 giugno 2015

Non sono quel tipo di mamma che si commuove alla recita di fine anno...

...no,
son quel tipo di mamma che stringe i denti, singhiozza e trattiene le lacrime in uno sforzo sovrumano, appena fa capolino la testolina del primo bimbo che sta per entrare in scena! Quando parte l’introduzione della base musicale selezionata per accompagnare le prodezze dei pargoli, mi si contorce la faccia, i connotati si stropicciano, non riesco a camuffare l'emozione! (Tra l’altro mi chiedo se le insegnanti della scuola materna facciano un corso sull'uso di colonne sonore strappalacrime!)
La settimana scorsa c’è stata la consegna del diploma ai bimbi grandi, rito di passaggio alla scuola primaria. Semola è giunto al termine della sua avventura nella scuola dell'infanzia, un'avventura che per quanto riguarda il mio punto di vista di genitore, ha avuto alti e bassi, pochi momenti entusiasmanti e molta disillusione.

martedì 19 maggio 2015

La pasta madre: una di noi


Da qualche parte ho letto che per "rinvigorire" un po' la pasta
madre si può darle da "mangiare" un cucchiaino di miele.
La golosona ha gradito! :)
Da qualche tempo è entrata a far parte della nostra famiglia la pasta madre.
Ne parlo come una di noi, perchè persino il piccolo di casa, quando mi vede armeggiare con il barattolino che la contiene, anche solo per annusarne il profumo buonissimo, mi chiede: "come 'ta patta made, mamma?".
La pasta madre, per chi non lo sapesse, è una pasta lievitante che abbisogna di cure e amore.

Ma che cosa è esattamente?


martedì 12 maggio 2015

Una shopper speciale. Non solo per mamme!

Come al solito eccomi con il mio bel post...tardivo!La festa della mamma è passata, avete festeggiato? Bene.
Io per l'occasione ho scritto sul blog questa "piccina" riflessione sulle mamme, ma poi ho anche creato manualmente un pensiero per la mia di mamma!



giovedì 7 maggio 2015

Le mamme sono...

Le mamme sono esseri multi-braccia.
Come abili piovre o mistiche dee khalí, con una mano girano il sugo, con l'altra reggono il pupo, con l'altra aiutano a fare i compiti, accarezzano un piccolo, grande dispiacere e se ne avanza una si pettinano. Quando non bastano le mani usano le gambe, una per spingere il passeggino, una per giocare alla settimana, un piede e le sue dita per raccogliere gli indumenti sparsi per la casa.

lunedì 13 aprile 2015

"Ma è da femmine?"

"Mamma...ma è da femmine?" mi chiede mio figlio, con un'aria a metà strada tra il dispiaciuto e il contrariato.


Chissà perchè ad un certo punto, che lo si voglia o no, questa domanda arriva!

Arriva, più o meno, anche il reciproco femminile. La mamma di qualche bimba lo potrà confermare: il rifiuto categorico della propria piccola di vestirsi con abiti dalla foggia "troppo maschile".
Esistono però tra i generi delle differenze, infatti raramente le attività considerate "da maschi" sono snobbate dalle bambine con la stessa fermezza dei loro compagni.

sabato 14 febbraio 2015

Famolo strano

A me è capitato di farlo davvero nei luoghi più impensati e insoliti.
Tanto per cominciare, praticamente in tutte le stanze e gli angoli della casa, anche in bagno.
Ancor meglio nella vasca da bagno.
In macchina, sul sedile davanti e su quello posteriore.

Nell’area di sosta dell’autostrada,
nei camerini del centro commerciale,
nel parcheggio del supermercato.

Sulle panchine dei giardinetti, anche al freddo dell’inverno.
Al cinema,
al museo,
una volta anche a teatro!

E poi al bar,
in pizzeria,
all’hammam (fantastico!!!)
a casa di amici.

Poi ci sono i momenti ancor più speciali: 
alla festa della Santa Patrona del paesello sperduto nelle Langhe,
in barca davanti a luoghi incantati e incontaminati,
sul ciglio del sentiero che si perde nel bosco d'autunno, 
in riva al mare, mentre calava il sole e si allungavano le ombre.

È successo persino dentro una…Chiesa.

E a tutte le ore del giorno e della notte!

Pausa latte all'acquario

L’allattamento al seno a richiesta è così…imprevedibile, non programmabile. 

Quando capita, capita, dove capita, capita.

Allattare in pubblico, sempre a TETTA alta, è importante, non solo per il bene di mamma e bambino, ma anche per diffondere la cultura dell’allattamento al seno: allattare NON è solo un fatto istintivo, è per buona parte un comportamento appreso, ciò significa che quando allatti in pubblico, non lo sai, ma stai contribuendo a formare le nuove generazioni (di mamme...e papà!).


Allora raccontami, tu, dove l’hai fatto?

sabato 13 dicembre 2014

Basta il pensiero?

L'albero di noci del nonno quest'anno ha dato tanti frutti...pochi mangiabili, ma quei pochi davvero deliziosi.
Cosa farne di tutti i gusci?
Noi li abbiamo fatti diventare un pensiero per Natale.

mercoledì 10 dicembre 2014

Titifì, l'Albero dei Sogni

Titifì è un albero.
Anzi è un Picea Abies per l'esattezza, altrimenti detto Abete rosso.
Lo avrete sicuramente già visto in giro, in questo periodo dell'anno è un albero che riscuote molto successo.
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