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mercoledì 9 settembre 2015

Signor Abito

Più di due mesi addietro.
Signor Abito incombe su di me.
Mi guarda, mi osserva severo dal manichino che ne riempie le forme.
Io distolgo lo sguardo. Lo amo e lo detesto.
Son in ritardo, lo sappiamo entrambi.


Mi incute timore. E non mi piace non sentirmi all'altezza.
Poi c'è quella questione: qualcosa che ha a che fare vagamente con la tela di Penelope. Qualcosa che c'entra con la volontà di lavorarci, ma anche di disfarlo, in un'eterna ricerca della perfezione che fornisce le scuse all'immobilità e aumenta l'inerzia di inizio lavori.
La verità è che temo l'arrivo di quel giorno. La festa, la fine dei preparativi. E poi?
Penelope aspettava fedele l'arrivo del suo sposo disfacendo la tela di notte, ma in fondo ogni giorno si alzava e riprendeva il suo lavoro, struggendosi forse nel segreto del suo animo, nell'eterno dubbio femminile: "...ma sarà il vero Amore?"
D'altra parte, meschina, come darle torto. Quella storia della smania di conoscenza e avventura faceva acqua da tutte le parti, Penelope tra i Proci a tirar avanti la baracca...e il suo sposo in balia di Circe e sirene...pover uomo!
Signor Abito mi osserva compatendomi: comprende che oggi non scenderà dal manichino.

Presenza ectoplasmatica che aleggia per casa

Un mese fa.
Con questo caldo Signor Abito mi si incolla addosso durante le prove. Mi imprigiona in una cerniera inespugnabile. Mi divincolo, mi contorco per levarmi dalla sua morsa avviluppante.
Ho vinto, finalmente sono libera. Lo lancio sul letto.
Poi lo guardo e mi intenerisco. Ne abbiamo passate tante insieme. La ricerca della stoffa perfetta, la scelta del modello, le modifiche in itinere, il primo taglio con le forbici tremanti, le modifiche in itinere, la prima imbastitura (e i profani che mi dicevano: è già finito!), le modifiche in itinere, le rifiniture infinite e certosine, le modifiche in itinere.
Cucire Signor Abito è un viaggio.
Un viaggio senza una meta, un viaggio per viaggiare, fatto di imprevisti.
Come quel giorno che dal caldo è scoppiata una bottiglia di vino in cucina, vino dappertutto, sulle pareti, sul tavolo, per terra.
Per puro caso tu non eri lì disteso sul tavolo, per puro caso ti ho riposto sul tuo manichino. Per caso non sei screziato di rosso vermiglio.
Ma a me evidentemente il rischio attira, così ti ho maneggiato mentre sbocconcellavo la foccaccia ligure unta e bisunta, ho preparato il caffè nelle nostre pause e mentre riposavi sulla sedia ho girato la conserva dei turgidi e maturi pomodori estivi. 
Questo inverno quando aprirò un barattolo, mi verranno in mente le giornate trascorse insieme.

Il primo taglio...sulla stoffa di prova! Ringrazio le vecchie tende per il loro sacrificio.

Oggi.
Signor Abito, conosce i miei limiti, le mie paure, le mie fatiche. Per questo mi vuole bene:
e mi scivola addosso come un guanto di seta.
Mi illumina il viso stanco.
Lui nasconde i miei difetti e io celerò le sue imperfezioni: una intesa perfetta.
Sorrido, mi accompagnerà quel giorno come il più fedele degli amici.
È fatta. Una ripulita, una stiratina e sarai perfetto (spero).
Una cosa però mi sfuggirà sempre della tua intrinseca essenza.
Ci penso e ci ripenso eppur mi perdo nei meandri delle contraddizioni del paradosso sartoriale: ma come è possibile attaccare e riattaccare bottone per tutto il giorno...senza mai parlare con nessuno?!?!??

Attaccar e riattaccar bottone...una lunga fila di bottoni...e tutto il giorno senza proferire parola con alcuno.

6 commenti:

  1. Vedi, hai scritto un pezzo bello, ma così bello, Val, che io non ho nessun bottone da aggiungerci. E non posso fare la critica letteraria perché non sono nessuno per poterlo fare, eppure devo dirtelo: è delizioso nella struttura, nello stile, nella concezione e nella melodia, questo post. Immagino che il tuo abito non sia da meno. E adesso, per le assenteiste come me... dimmi: quand'è il gran giorno? Baci, Madda

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    Risposte
    1. Grazie Maddalena, parole che nutrono lo spirito le tue!
      E animano il morale...perchè l'evento è...domenica, ed è prevista pioggissima! :)
      Ce ne faremo una ragione. :)
      Poi mi scuso perchè ho letto il tuo post sul giorno di digiuno dai social http://www.pensierirotondi.com/un-giorno-senza-pc-ipad-smartphone/, che ha scatenato tante riflessioni e nel quale mi ritrovo tantissimo e non sono ancora riuscita a mettere insieme i pensieri in un commento! Ma ho questo giorno che tutto il tempo mi coinvolge...e un po' mi sconvolge! :)
      Un abbracciooooo

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    2. Domenica? E' il 13, non sei superstiziosa, vero? ;-) Cavoli, ti capisco! (Io mi sono sposata il 21, tra l'altro) E NON VOGLIO DIRTI "Andrà tutto bene!", perché che c... vuol dire "andrà tutto bene" quando si parla di matrimonio??? Che sarà una bella festa, che non pioverà, che lo amerai per sempre??? Mah. Io, per il mio, volevo solo una cosa: riuscire a non essere a disagio per l'ufficialità, potermi godere il senso profondo, la passione e la poesia della cosa, ad emozioni libere. Ci sono riuscita? Così così. E, quindi, dal mio canto ti auguro di riuscirci tu. Grazie ancora per il tuo bel post. Buona domenica! ;-)

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    3. Pensavo il 13 portasse fortuna! ;)
      Grazie per il tuo augurio, è quello che spero tanto anche io, cogliere il senso profondo di quello che stiamo facendo! :)
      Al di là della festa, al di là dei cotillon, al di là di amici e parenti, sentire e vivere l'emozione che scorre a fior di pelle (poi io devo stare attenta che è un attimo che mi trasformo in una fontana...spero che i bimbi non facciano cose troppo commoventi! :) )
      Grazie per gli auguri e a presto
      Valeria

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